Confindustria
Ascoli Piceno

Di Piergiorgio Crincoli

“La nostra via della seta” finalista al Premio Film Impresa 2026

Il cortometraggio su Benito Mari e sulla nascita di Confindustria Ascoli Piceno, entra in nomination nella sezione Narrativa.

Confindustria Ascoli Piceno è tra i finalisti della quarta edizione del Premio Film Impresa, promossa da Unindustria, con il cortometraggio "La nostra via della seta", selezionato nella categoria Area Narrativa.


La nomination è stata annunciata il 3 febbraio 2026, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Premio, che si svolgerà a Roma dal 2 al 4 marzo 2026. La presentazione del programma dell’edizione 2026 ha visto la partecipazione del Presidente del Premio Giampaolo Letta, del Direttore Artistico Mario Sesti, del Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, del Presidente di Giuria Sergio Castellitto e di Lidia Cudemo, project leader di UNI.verso PFI.

Per il Comitato Scientifico del Premio sono intervenuti anche, tra i golden partner, Alberto Tripi, Presidente di Almaviva, e Maria Raffaella Caprioglio, Presidente di Umana; presenti inoltre Edison e UniCredit, che completano il gruppo dei golden partner dell’edizione 2026, e gli event partner Ferrovie dello Stato Italiane e il Gruppo Lavazza. Un riconoscimento di grande valore, accolto con sorpresa ed emozione, per un’opera nata senza finalità competitive, ma come progetto culturale e identitario, realizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario di Confindustria Ascoli Piceno.


"È una notizia che non ci aspettavamo e che ci emoziona profondamente – dichiara Simone Ferraioli, Presidente di Confindustria Ascoli Piceno. La nostra via della seta nasce come un racconto pensato per celebrare la nostra storia e per trasmettere un messaggio di continuità e visione, non con l’obiettivo di partecipare a un concorso cinematografico di questo livello. Essere arrivati tra i finalisti, in una selezione che conta circa 200 opere candidate, rappresenta per noi un successo straordinario".

Il Premio Film Impresa valorizza il cinema come strumento di narrazione dei valori dell’impresa, del lavoro e della comunità. L’inserimento tra i finalisti dell’Area Narrativa accomuna opere che, pur nella diversità di linguaggi e approcci, condividono la convinzione che il racconto d’impresa possa incidere positivamente sul futuro, contribuendo a costruire visioni, generare consapevolezza e rafforzare il legame tra produzione, territorio e comunità.


Diretto da Giandomenico Lupi e sceneggiato da Piergiorgio Crincoli, La nostra via della seta costruisce il proprio racconto attorno a un legame storico e industriale reale tra il territorio piceno e quello comasco, utilizzato come filo narrativo per parlare di innovazione, associazionismo e futuro. Il racconto prende avvio dal 1903, anno in cui a Como viene costituita l’Associazione Italiana Fabbricanti Seterie, simbolo di un sistema produttivo già strutturato e orientato al progresso tecnologico.

Nello stesso periodo, nel Piceno, la bacologia rappresentava la principale attività industriale, dando origine a intensi scambi commerciali con il distretto serico comasco. Un rapporto che non fu solo economico, ma anche culturale e organizzativo, fondato sulla circolazione di competenze, modelli produttivi e visioni imprenditoriali. Il film restituisce questo intreccio attraverso il dialogo immaginato tra un giovane Benito Mari e il padre Erasmo Mari, ambientato nella cornice di Villa del Grumello, sul lago di Como: un confronto sul futuro dell’industria, sul progresso tecnologico e sulla necessità di organizzarsi in forme associative per affrontare le trasformazioni del tempo.


Nel solco di questi rapporti si collocano anche connessioni industriali che hanno attraversato il Novecento, come nel caso della famiglia Erba, protagonista della storia imprenditoriale comasca. Villa Erba, luogo simbolo di Cernobbio, testimonia una tradizione industriale che ha lasciato tracce significative anche nel Piceno. Carlo Erba, fondatore dell’omonima industria farmaceutica, è infatti all’origine dello stabilimento Carlo Erba di Ascoli Piceno, che per decenni ha rappresentato uno dei poli farmaceutici più importanti del territorio, oggi parte del gruppo multinazionale Pfizer. Un esempio concreto di come i legami tra Como e Ascoli non siano soltanto evocativi, ma abbiano inciso in modo duraturo sulla storia industriale locale.


La seconda parte del cortometraggio si sposta ad Ascoli Piceno, nel dicembre del 1944, a Palazzo Bazzani, allora sede della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Qui Benito Mari, ormai settantenne, legge il discorso originale – recuperato dagli archivi di Confindustria Ascoli Piceno – rivolto agli imprenditori riuniti per la costituzione dell’Associazione. Un momento fondativo che nel film suggella idealmente la promessa fatta molti anni prima al padre, rappresentata dallo scambio simbolico dei bachi da seta dorati, filo narrativo che unisce passato e presente.


L’ultima parte apre alla dimensione del futuro. Le riprese aeree dell’area ex Carbon di Ascoli Piceno, accompagnate dalla lettura di un passo de L’Acerba di Cecco d’Ascoli, richiamano il tema del rinnovamento continuo, simboleggiato dall’aquila, emblema di Confindustria. Una visione che oggi trova una concreta prospettiva nel progetto CNext Piceno, costituito nel 2024 da Confindustria Ascoli Piceno insieme a partner e stakeholder locali, con l’obiettivo di replicare nel territorio piceno il modello di Next Innovation sviluppato da Como Next a Lomazzo: la rigenerazione di siti industriali dismessi in poli di innovazione, incubatori di startup e luoghi di trasferimento tecnologico.

Nei titoli di coda del film, le immagini del complesso industriale rigenerato di Lomazzo – un tempo in stato di abbandono, oggi sede di Como Next – dialogano idealmente con quelle dell’area ex Carbon, due luoghi simili per storia e vocazione, accomunati dalla speranza di uno stesso futuro.


"Abbiamo scelto il linguaggio cinematografico per raccontare una storia che non appartiene solo a Confindustria, ma a un intero territorio – sottolinea Piergiorgio Crincoli, autore della sceneggiatura –. La nostra via della seta è un racconto di persone, lavoro e visione, costruito con l’intento di restituire profondità e senso a un percorso industriale che continua a rinnovarsi nel tempo".

Presentato al pubblico il 16 aprile 2024 nel corso dell’evento celebrativo per gli 80 anni di Confindustria Ascoli Piceno, realizzato con la collaborazione di C.NExT e il contributo della Camera di Commercio delle Marche, il cortometraggio trova oggi nel Premio Film Impresa un riconoscimento che ne valorizza il messaggio e la capacità di raccontare l’impresa come elemento culturale e identitario.


Accanto al film di Confindustria Ascoli Piceno, diretto da Giandomenico Lupi, la sezione Area Narrativa comprende altre undici opere, molto diverse per stile e contenuto, accomunate dalla volontà di raccontare l’impresa come spazio di visione, responsabilità e trasformazione. L’appuntamento per la proiezione del cortometraggio è fissato per martedì 3 marzo, alle ore 14.30, presso il Cinema Quattro Fontane di Roma: un’occasione per rivedere sul grande schermo il video disponibile sul canale YouTube di Confindustria Ascoli Piceno e per condividere ancora una volta, attraverso il cinema, una storia che parla di industria, territorio e visione.


Tutto il programma è disponibile sul sito web del Premio Film Impresa dove saranno trasmesse le dirette streaming e dove è attivo il link di prenotazione gratuita per un posto in sala.