Trasporti

Facciamo seguito alla circolare Confindustria Prot. n. 2182/2014, per informare che il Ministero delle Infrastrutture e di Trasporti (MIT), con circolare del 27 ottobre scorso (in allegato), è intervenuto a fornire ulteriori chiarimenti, anche su sollecitazione delle Associazioni interessate, in merito alle nuove norme per l’identificazione (tramite semplice annotazione all’Archivio Nazionale Veicoli o aggiornamento della carta di circolazione) del reale utilizzatore di un veicolo, qualora sia soggetto diverso rispetto all’intestatario e ne abbia la disponibilità per un periodo superiore ai 30 giorni.

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La Corte di Lussemburgo ha emanato, in data 5-9-2014, la sentenza sui “costi minimi di esercizio” dell’autotrasporto.


Il dispositivo ha analizzato le questioni sollevate dal TAR con riferimento al profilo della violazione delle regole di concorrenza. Sotto tale aspetto, i giudici hanno accolto in toto tutti gli argomenti rappresentati da Confindustria e dalle associate ricorrenti, stabilendo che il prezzo dei servizi di autotrasporto delle merci per conto di terzi può essere inferiore a “costi minimi d’esercizio”, qualora determinati da un organismo “privato”, quale l’Osservatorio.

Pertanto, gli atti impugnati risultano contrari al combinato disposto tra l’articolo 101 TFUE e l’articolo 4, paragrafo 3, TUE, poichè restrittivi della concorrenza nel mercato interno.

Nello specifico, la Corte ha sancito che non risulta alcun nesso tra i “costi minimi di esercizio” e il rafforzamento della sicurezza stradale. Sicurezza stradale che dovrebbe essere perseguita con le misure già in vigore, più efficaci e meno restrittive: il rispetto di disposizioni relative alla durata massima del lavoro settimanale, alle pause, ai riposi, al lavoro notturno e al controllo tecnico degli autoveicoli.

Presumibilmente tale conclusione dovrebbe essere valida, mutatis mutandis, sotto il profilo della violazione del diritto di stabilimento e della libera prestazione di servizi e quindi risulterebbe anche applicabile alle tabelle adottate direttamente dal Ministero. Difatti, il MIT non è intervenuto sulla cd. “impostazione metodologica” – posta alla base dell’elaborazione dei “costi minimi” – dell’Osservatorio bensì si è limitato ad un adeguamento mensile degli stessi, prendendo a riferimento dei parametri predisposti da un organismo “privato”.

Ci riserviamo ulteriori comunicazioni in seguito ad un maggior approfondimento del dispositivo.

Paolo Zappasodi - 0736 273217

Quadro normativo di riferimento
Si tratta di un adempimento previsto dall’art. 94.bis del Codice della Strada, introdotto con la legge n. 120/2010, che ha come fine ultimo quello di contrastare l’intestazione fittizia dei veicoli sia per finalità di sicurezza nella circolazione stradale sia per motivi di natura fiscale.

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Con il Decreto Dirigenziale del 10 giugno 2014 il Ministero dei Trasporti, conformandosi a quanto prevede la direttiva comunitaria 2003/59, ha definitivamente stabilito che la validità delle CQC rinnovate è pari a cinque anni dalla data del loro rinnovo (e non sette, come in un primo tempo indicato dal Decreto Dirigenziale del 6 agosto 2013).

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), con circolare del 10 luglio 2014, ha fornito delucidazioni sull’applicazione dell’art. 94 bis, comma 4, del Codice della Strada (CDS): disposizione che – nel prevedere obblighi di comunicazione, finalizzati all’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione, laddove un soggetto diverso dall’intestatario disponga di un veicolo per un periodo di tempo superiore ai 30 giorni – rinvia al Regolamento di esecuzione del CDS l’individuazione delle fattispecie ricadenti nell’articolato suddetto.

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), con circolare del 10 luglio 2014, ha fornito delucidazioni sull’applicazione dell’art. 94 bis, comma 4, del Codice della Strada (CDS): disposizione che – nel prevedere obblighi di comunicazione, finalizzati all’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione, laddove un soggetto diverso dall’intestatario disponga di un veicolo per un periodo di tempo superiore ai 30 giorni – rinvia al Regolamento di esecuzione del CDS l’individuazione delle fattispecie ricadenti nell’articolato suddetto.

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